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3 consigli (e qualche plugin) per aumentare le pagine visualizzate

aumentare le pagine visualizzate

Basta fare un giro su Google Analytics per capire che il numero di visite è solo una delle metriche che puoi osservare. Un blog genera decine di indici, numeri che possono essere travisati se non vengono analizzati attraverso una prospettiva ragionata: un numero decontestualizzato non ha senso, non ha alcun significato.

Prendi come esempio il bounce rate, la frequenza di rimbalzo: è il rapporto tra numero di sessioni in cui è stata visitata un’unica pagina e il totale delle sessioni stesse. Si tratta di una percentuale che cresce con l’aumentare delle visite senza interazioni: l’obiettivo del blogger è quello di abbassare il più possibile questo indice.

Ma c’è un dettaglio da considerare: ogni sito web ha delle caratteristiche che influenzano il bounce rate in modo irrimediabile. Il blog è differente da un ecommerce o da un portale turistico: ha un pubblico fidelizzato che segue gli aggiornamenti. Il lettore arriva sulla pagina condivisa su Facebook o pubblicata nel feed reader, legge l’articolo e va via. Perché già conosce gli altri articoli.

Ci sono sempre delle eccezioni. Il bounce rate deve essere letto insieme ad altre metriche, come il tempo ti permanenza sul sito. O meglio ancora il pageviews per visit, il rapporto tra quante pagine sono state viste in un periodo e il numero di visitatori. Per schematizzare:

  • Bounce rate: rapporto tra sessioni aperte un periodo e visite con un’unica pagina.
  • Pagine visualizzate: rapporto pagine visualizzate in un periodo e visitatori del sito.

Ci possono essere diverse combinazioni di metriche: bounce rate alto e PPV alto o viceversa. Ci sono anche situazioni drammatiche che vedono frequenza di rimbalzo alta e PPV basso, una combinazione che suggerisce di prendere immediati provvedimenti. Ecco, appunto: quali sono i consigli per aumentare le pagine visualizzate in un blog?

Organizzazione dei contenuti

Il primo consiglio per aumentare le pagine visualizzate in una sessione è questo: devi organizzare i contenuti. Devi fare in modo che sia facile raggiungere le tassonomie che racchiudono i tuoi post, ma anche le risorse più importanti come le landing page e le guide. Per ottenere questo risultato devi sfruttare la versatilità dei menu di WordPress.

Questo CMS permette di creare dei menu personalizzati con un lavoro di spunte e inserimenti: puoi lavorare con pagine statiche, tag e categorie, singoli post, link in uscita. Ma se da un punto di vista operativo è semplice pubblicare un menu di navigazione, ben più difficile è l’opera di razionalizzazione.

Io consiglio di usare le mappe mentali, di inserire al centro del documento la home e di organizzare il menu: ogni nodo rappresenta un punto di arrivo (ad esempio una pagina chi siamo o una landing) oppure un passaggio per un’altra ramificazione. Ad esempio: home > Blogging > scrittura, strategia, commenti, leggibilità. Per approfondire questo argomento puoi dare uno sguardo al video di Ivan Cutolo: qui si parla di ecommerce ma molti principi sono simili.

Link interni

Inserire dei link interni agli articoli è cosa buona e giusta per diversi motivi, tra questi c’è la possibilità di aumentare le pagine visualizzate. I link interni permettono al lettore di scoprire nuovi contenuti e passare da un articolo all’altro. Attenzione, non è così semplice lavorare su questo fronte.

I link interni possono essere un ottimo strumento per fare SEO on page, ma devono essere gestiti da un esperto per avere dei risultati strategici. Io mi limito a rispettare alcune regole di buona usabilità:

  • Inserisci sempre un anchor text con un significato.
  • Ragiona sempre in termini di utilità per il lettore.
  • Non aver paura di creare delle liste di post suggeriti.

I link interni devono essere naturali, devono aiutare il lettore ad approfondire e non a trasformare il post in un campo minato. Per questo io evito di usare plugin WordPress per automatizzare i link interni, preferisco scegliere i post da linkare con una semplice ricerca di Google: “keyword” site:http://www.nomesito.it/.

In questo modo individuo la pagina più rilevante per Google. E, a meno che non ci siano esigenze specifiche, capisco quale pagina spingere con i link interni.

Per approfondire: come fare i report di Google Analytics.

Poche distrazioni

Più link inserisci verso l’esterno e maggiori saranno le probabilità di perdere il lettore. Questo non è un invito a evitare i link in uscita: devi sempre rispettare le idee e il lavoro altrui attribuendo il giusto riconoscimento. Senza dimenticare che un link in uscita di qualità può fare la differenza per il lettore che ha bisogno di quella risorsa.

Ma con un link in uscita il lettore va via. E rischi di perderlo. Molti blogger seguono questa regola: link interni si aprono nella stessa scheda del browser, quelli in uscita in una nuova grazie al target=”_blank”. Non è il massimo secondo le regole dell’usabilità ma è una pratica diffusa. Lo stesso discorso vale per la sidebar: valuta sempre i widget da inserire e dove dirigere l’attenzione dei lettori.

Anche i link interni possono essere una distrazione. Soprattutto se la pagina ha un obiettivo e spinge il lettore verso una call to action: vuoi mandare il pubblico verso un’altra pagina (anche se interna) o vuoi che compia un’azione utile per la conversione? I link sono importanti, ma devono essere inseriti con cura.

I plugin WordPress

Esatto, ci sono anche dei plugin WordPress per aumentare il numero di pagine visualizzate. Alcuni li conosci, altri no: io cerco di darti delle alternative per evitare la classica lista di plugin già visti. Ci riuscirò? Ecco le soluzioni per raggiungere l’obiettivo:

  • Contextual related post – Quanti plugin conosci per inserire i post correlati alla fine degli articoli? Un numero infinito. Contextual related post, però, ti permette di scegliere gli articoli da inserire: non devi fare affidamento a un sistema automatizzato, puoi indicare in prima persona la risorsa. E lo puoi fare con le miniature visual che attirano l’attenzione del lettore.
  • Adsense Daemon – Un plugin che permette di far apparire determinati banner solo in categorie precise. In questo modo puoi ottimizzare i percorsi dei tuoi lettori e portarli verso le tue risorse. Puoi ottimizzare anche il blog in logica inbound marketing e far trovare al lettore i contenuti utili.
  • WordPress SEO by Yoast – Può essere utile questo plugin perché ti permette di attivare i link breadcrumb, i collegamenti per individuare il punto in cui ti trovi. Possono essere attivati anche in altro modo, e su molti temi è un’opzione di default. Ma in molti casi può far comodo inserire questi link con una semplice spunta.

Come intervenire sulla piattaforma WordPress? Devi migliorare il caricamento delle pagine. Meno tempo impiega una risorsa a presentarsi, più opportunità ha di essere letta e di portare un lettore verso nuove mete. Per questo devi ottimizzare il codice, seguire i consigli del Page Speed Test di Google e usare plugin come W3 Total Cache.

E tu cosa fai per aumentare le pagine visualizzate?

Anche tu metti in pratica una serie di azioni per aumentare le pagine visualizzate? Oppure hai un’esperienza da raccontare, magari maturata su un sito web differente come un ecommerce o un sito istituzionale? Voglio raccogliere idee diverse nei commenti: lascia la tua opinione, approfondiamo insieme l’argomento.


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