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Come lavorano i grandi blog aziendali?

blog aziendali

Quando decidi di aprire il tuo blog aziendale devi affrontare diversi dubbi. Sembra che tutto si riduca all’organizzazione e alla pubblicazione dei contenuti di qualità. I famosi contenuti di qualità, quelli che dovresti usare per intercettare il traffico utile ai tuoi scopi.

Ovviamente insieme a una buona azione SEO e a un lavoro di social media marketing.

Ma non è così. Intorno a un blog aziendale ci sono diverse esigenze, diversi dettagli da curare. Non è solo una questione legata alla scrittura online: devi ottimizzare tutti i dettagli per ottenere un buon risultato. Per raggiungere gli obiettivi prefissati.

La tua esperienza sul campo è decisiva, puoi dare molto al progetto se riesci a far fruttare le tue conoscenze. Senza dimenticare il lavoro di formazione che devi portare avanti grazie a libri, corsi, webinar. Ma a volte non basta: devi prendere spunto dai migliori, devi osservare il lavoro svolto da chi ha esperienze diverse dalle tue.

Devi anche capire se puoi adattare le soluzioni analizzate al tuo spazio web. Ecco come lavorano i grandi blog aziendali, ecco come puoi migliorare il tuo progetto online.

Avvicinarsi al lettore

Ti dico la verità: non capisco come sia possibile una situazione del genere. Ci sono ancora blog aziendali che non lasciano ai propri dipendenti la possibilità di firmare gli articoli. Ci sono delle persone che lavorano in un’azienda? Bene, mostriamole. Diamo la possibilità di accorciare le distanze con contenuti attenti alle esigenze del pubblico, ma anche mettendoci la faccia.

blog

Guarda il blog della Amazon. Ogni articolo è firmato, porta il nome dell’autore. E nella sidebar c’è la foto del responsabile che parla al lettore: “Ci sono domande? Mandami una email. O seguimi su Twitter”. Qui Jeff Barr porta avanti il suo lavoro di Chief Evangelist per Amazon Web Services. I tuoi dipendenti non sono semplici webwriter, ma dei veri e propri ambassador. Portano avanti il nome della tua azienda.

Scegli un tone of voice adeguato

Sembra facile, vero? Eppure la scelta del tone of voice non è semplice. Attraverso questo dettaglio definisci la comunicazione, lo stile che devi seguire per rivolgerti alle persone che ti leggono. Questo stile è definito dalla riflessione sul target: in base alle sue caratteristiche puoi scegliere una soluzione più o meno adeguata. Un esempio chiaro di tone of voice lo puoi trovare sul blog della Play Station. Ecco come iniziano i post:

  • Hi guys, this is Brittany
  • Are you ready, guys?
  • Hi everyone!
  • Hey guys! How are you?
  • It’s a bird! It’s a plane! It’s…

In quest’ultimo incipit l’autore stava descrivendo una fase del gioco. In ogni caso questa è la strada da seguire: sei una multinazionale, va bene, ma le persone che ti seguono parlano così. Si interfacciano in questo modo. Seguono le voci che condividono il proprio codice. E questo vale per ogni blog aziendale.

Usa i testimonial

Certo, i testimonial sono importanti nelle landing page: permettono agli utenti di comprendere il valore del bene o del servizio. E tu puoi fare leva sul concetto di riprova sociale. Ma non solo, i testimonial possono essere usati anche nella programmazione quotidiana dei post. Come hanno fatto sul blog di Evernote: hanno chiesto a Jeff Goins (famoso blogger e webwriter) di raccontare come usa Evernote.

evernote

Beh, anche io sono un blogger: potevano chiederlo a me. No, non è questo il punto. Lui è un testimonial, un professionista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Quindi una persona capace di influenzare chi fa il suo lavoro. O chi aspira a raggiungere il suo livello. Punto importante: non scegliere il testimonial solo in base al numero dei follower su Twitter. Individua un nome capace di dare valore al tuo corporate blog.

Punta solo sui contenuti

Ci sono blog aziendali che hanno obiettivi precisi, da monitorare con attenzione. Ad esempio devono aumentare gli iscritti alla newsletter, portare lead attraverso le landing page, aumentare le visite verso le schede prodotto. Succede spesso, soprattutto per gli e-commerce. La logica inbound marketing non manca, ma i banner nella sidebar e nel footer spingono verso determinate risorse. Ma non sempre.

Ci sono blog aziendali che vengono utilizzati per raccontare il brand. O per aiutare gli utenti a prendere decisioni, a risolvere problemi. Ma la parte commerciale è scomparsa. Ci sei tu, c’è il brand, ci sono i contenuti che ti aiutano a trovare una strada utile. Molti blog aziendali sono così: puliti, liberi, capaci di lasciare spazio ai lettori. Vuoi un esempio? Vai su blogs.adobe.com/digitalmarketing e blog.ryanair.com.

Descrivi il tuo brand con uno stile differente

Un esercizio svolto sui Tumblr blog dell’American Express (americanexpress.tumblr.com) e della General Electric (generalelectric.tumblr.com): due aziende che hanno dei blog aziendali sopra le righe. Ricchi di GIF animate, citazioni su immagini, video. Sono dei blog che riprendono lo stile Tumblr, e che riescono a svolgere un compito non semplice: affrontare argomenti complessi (energia, finanza personale) con uno stile scanzonato, ma al tempo stesso adatto ai linguaggi del web.

Come migliorare il tuo corporate blog

Questi sono esempi generici, casi che riprendono l’attività delle grandi aziende ma che possono essere adattati senza particolari problemi al tuo blog. Alla base di ogni azione deve esserci sempre una domanda chiara: come raggiungere gli obiettivi. Il tuo blog aziendale può avere diverse KPI da osservare, e ogni azione deve essere funzionale: deve portare vantaggi chiari alla tua attività di blogging.

Questo per dire che è giusto prendere spunto dai blog aziendali che circondano il tuo progetto, è normale guardarsi intorno e sfruttare un’idea da adattare al proprio progetto. Ma devi sempre contestualizzare: non esiste una ricetta buona per tutti, sempre e comunque. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.


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