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Impostare una conversione: tutto ciò che non ti hanno detto (parte 2)

Impostare conversioni in Google AdWords

La scorsa settimana abbiamo dato uno sguardo a tutto ciò che si nasconde dietro la “semplice” idea di tracciare una conversione.

Se nel primo capitolo la presenza di un bravo sviluppatore al proprio fianco era accessoria, in questa seconda parte diventa fondamentale.

Oggi parliamo del tracciamento di conversioni su applicazioni mobili, conversioni telefoniche e offline. Senza scendere nel tecnico l’obiettivo, se vorrai, è scoprire quante potenzialità offra Google AdWords: potenzialità spesso sottovalutate o del tutto ignorate.

Conversioni su app mobile

Il tracciamento di conversioni su applicazioni mobili si divide su due fronti:

  • monitorare gli utenti che installano la tua app;
  • monitorare gli utenti che effettuano un’azione tramite la tua app (la prima apertura, o azioni specifiche all’interno).

Negli ultimi tempi, Google sta dando particolare rilevanza al tracciamento delle conversioni attraverso Firebase. Approccio che richiede alcuni importanti requisiti tecnici, che il tuo sviluppare dovrebbe aver adottato sull’app che intendi monitorare.

La meccanica, di per sé, non è così complicata:

  • Firebase gestisce le conversioni sull’applicazione;
  • AdWords importa le conversioni da Firebase.

Esistono sostanzialmente tre grandi tipi di conversioni che puoi monitorare sulla tua app: la prima apertura, gli acquisti in-app e tutte le altre azioni su misura che puoi voler decidere di tenere d’occhio.

L’idea è quindi quella di confrontare la resa di keyword e annunci che spingono al download di un’app rispetto non solo all’installazione dell’applicazione, quanto soprattutto al suo reale utilizzo o specifiche attività all’interno.

Conversione telefonica

Dietro al tracciamento di una conversione telefonica, si nascondono quattro tipi di chiamata che è possibile monitorare.

  • La chiamata da un annuncio in Google AdWords;
  • La chiamata a un numero di inoltro di Google, dal tuo sito web;
  • Il click su un numero di telefono sul tuo sito mobile;
  • L’importazione di una conversione di chiamata dal tuo CRM.

Chiamata da un annuncio AdWords

Per tracciare la chiamata da un annuncio in AdWords è prima di tutto necessario disporre di un’Estensione di Annuncio di tipo “Chiamata” attiva e confermata.

Nel momento in cui un’Estensione di Chiamata viene aggiunta in AdWords, è possibile scegliere di monitorare tutte le chiamate scaturite dal click su quel numero attraverso un numero di inoltro di Google. È un aspetto decisamente consigliato e in questo preciso contesto necessario: sarà quindi possibile conteggiare la conversione solo a partire da un preciso numero di secondi di chiamata effettuata. Per l’utente, l’intero processo sarà trasparente.

Chiamata a un numero di inoltro di Google, dal tuo sito web

Anche in questo caso è necessario avere sugli annunci un’Estensione di Chiamata telefonica attiva, che faccia uso del numero di inoltro a Google.

Sarà quindi possibile ricevere un tag di monitoraggio della conversione da applicare sul tuo sito web, sul codice HTML che presenta il numero di telefono, per tracciare l’avvio della chiamata.

Click su un numero di telefono sul tuo sito mobile

In questo terzo caso viene monitorato semplicemente il click effettuato sul numero di telefono dal tuo sito in versione mobile. Il click viene monitorato attraverso Javascript (sull’evento “onclick”) e non viene tenuto conto dell’effettivo avvio della conversazione.

Importazione di una conversione di chiamata dal tuo CRM

Questo quarto tipo di conversione è per alcuni piuttosto ostico, tuttavia la logica è semplice. Sostanzialmente, chi lavora in AdWords carica sul sistema un elenco di conversioni telefoniche, esportandole dal proprio software di gestione di contatti (CRM).

Queste chiamate, che nel loro file esportato indicano un preciso orario (e che si sono trasformate in acquisti) saranno confrontate da AdWords rispetto ai click fatti sugli annunci, sul numero di telefono presente.

Una nota importante: al momento questo vale solo per le chiamate avviate da mobile: desktop e tablet sono esclusi dal conteggio. Inoltre, se l’utente compone manualmente il numero senza fare click, la chiamata non viene addebitata e non sarà conteggiata come conversione.

Conversioni offline

Infine, uno dei fronti forse meno sfruttato ma in particolari contesti utilissimo. Una conversione offline è tutto ciò che partendo da un click in AdWords genera una vendita di persona, in-store o al telefono.

La meccanica è la seguente: AdWords, come sai, assegna un ID unico, chiamato “GCLID” per ogni click che viene effettuato da un annuncio verso il tuo sito web.

Per monitorare le conversioni che avvengono offline, devi sostanzialmente raccogliere il valore di questo GCLID quando raccogli il tuo lead. Per esempio, preservandolo nel messaggio inviato al tuo CRM tramite il tuo form di contatto.

Successivamente, nel tuo elenco di conversioni che sono avvenute offline in un certo periodo di tempo, dovrai inviare nuovamente a AdWords il valore “GCLID” associato a ciascuna conversione, insieme a informazioni quali il tipo di conversione, la data e l’ora. In questo modo il sistema potrà confrontarlo con l’attività sulle campagne e attribuire correttamente la conversione.

Tracciare efficacemente è possibile

Come vedi, dietro al tracciamento di una conversione c’è molto più che l’inserimento di un semplice codice sulla pagina di ringraziamento.

Probabilmente non userai tutti questi strumenti insieme in ogni situazione, ma all’interno del giusto contesto diventano fondamentali per attribuire il giusto valore a un’attività pubblicitaria online.


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