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Mi sono accorto che sono ormai due anni che SEO Chef mi ospita settimanalmente sul suo blog, senza farmi sentire fuori posto come un Linguini (il protagonista imbranato di Ratatouille) in cucina 🙂

Ma chi è in realtà il SEO Chef? Ho quindi deciso di fare un botta-e-risposta chiacchierato con l’Executive Chef, Ivan Cutolo, nel suo regno.

Intervista a Ivan Cutolo, l’Executive SEO Chef

1 – Quando hai iniziato a fare SEO e qual è stato il tuo percorso?

La data precisa non esiste, ho messo il mio primo sito online nel 1997, e senza saperlo si posizionava utilizzando tecniche che oggi sono definitive black hat. Il mio percorso è stato lungo, ho iniziato con i miei studi informatici, a scuola all’epoca ci facevano studiare Turbo Pascal, purtroppo mi rendevo conto che la scuola italiana era molto indietro, infatti studiavo a casa altri linguaggi come C++ e Cobol.

Il mio percorso SEO è nato “per caso”, cercando informazioni per rendere sempre più visibile i miei e-commerce, poi ho partecipato a corsi e giornate di formazione ad hoc, un po’ per volta si faceva più chiaro l’argomento e più chiara la mia passione per questa materia. Ho iniziato a testare, analizzare, approfondire, ed è ancora il mio fare quotidiano.

2 – Ad oggi, com’è cambiata la materia e i gusti degli addetti ai lavori?

La SEO nel tempo si è evoluta, perché si è evoluto anche Google con i suoi algoritmi.
Nel tempo sono migliorati i contenuti, certo lo spam esisteva ed esiste ancora oggi. Google prova con Panda e Penguin a limitarlo. Agli addetti ai lavori in particolare in Italia piace diffondere il terrore dei link, probabilmente solo per evitare che tutti si approccino alla link building.

3 – Quali sono secondo te i tre ingredienti per una ricetta SEO semplice e gustosa?

Come dico nella mia rubrica #seointhekitchen, l’ingrediente fondamentale è una “perfetta” ottimizzazione onsite, se vuoi fare la torta di compleanno senza la crema pasticcera, che torta è, per restare in tema di cucina, spesso molti cercano strade facili per salire in SERP, ma purtroppo anche lo SPAM se non collegato ad una buona ottimizzazione onsite non porterà i frutti sperati.

Secondo punto fondamentale, è la linking interna che fa parte sempre dell’ottimizzazione onsite ma viene quasi sempre sottovalutata.

Terzo ingrediente la Link Building, sicuramente è ancora uno degli ingredienti SEO più gustosti.

4 – Se dovessi eliminare qualcosa dalla dieta SEO, cosa toglieresti?

Google sta lavorando sempre di più ad una intelligenza artificiale, vedi ultimi articoli sul RankBrain, sinceramente penso che ad oggi i risultati che questa dieta SEO riesce a dare in SERP siano di qualità, spesso buona, quindi direi che al momento ricetta che vince non si cambia.

5 – Google si orienta più a un modello fast food (risultati organici sempre più pressati dai widget come sul “meteo” o il booking direttamente in SERP) o c’è ancora spazio per della buona SEO di qualità?

Google sta utilizzando sempre di più il knowledge graph per i risultati in SERP a domande “banali” come previsioni meteo, età di un personaggio famoso ecc.
Di sicuro sta provando ad entrare anche in mercati diversi come il booking di hotel e voli su questo ho qualche dubbio che sia la strada giusta.
Google sta cercando di dare sempre più risposta ai risultati, in particolare a quelli a cui ad oggi non riesce a rispondere, infatti sembrerà strano pensarlo ma Google non riesce a rispondere a qualsiasi domanda, vi consiglio di vedere il video che vi aiuterà a capire la storia e le possibili evoluzioni dell’algoritmo.

6 – Se la cucina italiana è fra le più rinomate al mondo, qual è la situazione del settore SEO del Belpaese?

Purtroppo a malincuore lato SEO siamo messi abbastanza maluccio, come gli americani apprezzano la bontà e la varietà della cucina italiana, credo che noi del Belpaese dobbiamo apprezzare gli avanguardisti americani dal punto di vista della SEO. Purtroppo sto riscontrando che in Italia non solo gli esperti SEO sono pochi, ma come i grandi chef del mondo, stanno cambiando direzione, dedicandosi a progetti personali o ad altro.. Mettendo sempre meno le mani in pasta.

7 – Chi coinvolgeresti nella tua cucina SEO, se potessi?

Sicuramente Rand Fishkin, in verità ci proverò ma la vedo dura, anche se conoscendolo personalmente è molto più umile di tanti SEO del nostro paese.

8 – Quali sono i sapori dei mercati esteri che vorresti portare nella situazione italiana?

Il sapore della divulgazione, all’estero si parla di SEO e si divulga in modo serio quello che si è testato, esiste una condivisione pura. In Italia spesso si è chiusi nel proprio orto per paura che qualcuno rubi gli ortaggi.

9 – Le nuove tendenze per te?

La tendenza SEO più in voga è quella dei contenuti, e sono contento di questo, ma Google non è così intelligente da capire cosa state scrivendo, semplicemente interpreta e mette insieme tanti fattori per decidere se quel testo ha motivo di essere posizionato.

10 – Il tuo ingrediente segreto, si può rivelare?

Il mio ingrediente segreto è 1 solo, mi piacciono le sfide, amo il mio lavoro, mi appassiona, gli dedico tanto tempo, studiando e testando anche la notte, per aggiornarmi, per sperimentare nuove ricette, per migliorare ogni giorno la mia professionalità e i servizi che rivendo ai miei clienti.