7 modi differenti per organizzare i contenuti di un articolo

Molti vedono l’articolo come un semplice elenco di informazioni. C’è il titolo che apre i giochi, una prima parte che introduce l’argomento, uno sviluppo e una chiusura. Questa è l’organizzazione che, in un modo o in un altro, va in scena ogni giorno nel mondo del blogging.

organizzare i contenuti di un articolo

Ed è così, questa è la struttura di base. Ma ci sono una serie di elementi per organizzare il contenuto in modo differente. L’obiettivo è chiaro: migliorare la leggibilità. Fare in modo che le persone siano in grado di raggiungere, nel minor tempo possibile, le informazioni.

Tutto parte da questa riflessione: il pubblico di un sito web, di un testo online, non è al tuo servizio. La lettura è differente rispetto alla carta stampata, è più fluida. Risultato? L’attenzione si disperde. Rischi di perderla in pochi secondi se non rispetti le principali regole della leggibilità online. Primo elemento? Curare al massimo la prima parte del contenuto.

Quando le persone arrivano sull’articolo devono prendere una decisione. In poche battute devi far capire a chi legge che si trova nel posto giusto. E che troverà una serie di approfondimenti decisivi per il suo lavoro. Ma poi? Come organizzare i contenuti di un post? Ecco le soluzioni indispensabili per scrivere in modo chiaro e comprensibile.

Paragrafi e titoli

La prima soluzione per migliorare i contenuti: dividere il testo in paragrafi, introducendo le varie sezioni con un titolo definito dalla giusta definizione in termini di heading. Per intenderci, qui devi usare i famosi H2 e H3 (fino ad H6) per dare struttura al testo, per organizzare in forma gerarchica il lavoro.

Questa formula è molto usata nel blogging perché rispetta una regola base: evitare il muro di parole. Quando le persone si trovano di fronte un blocco monolitico di testo hanno una reazione immediata: la fuga. Ed è giusto che sia così, nessuno dovrebbe essere costretto a leggere con sofferenza.

La lettura deve essere un piacere. Sempre. Questo aiuta la fruizione grazie alla divisione del testo in paragrafi. Al tempo stesso facilita il lavoro di scannerizzazione iniziale. Come? Suggerendo gli argomenti con i titoli, stringhe di testo che sintetizzano ciò che vuoi comunicare. E lo mettono in evidenza grazie a una formattazione differente.

Menu interno

Collegato al punto precedente. Se hai diviso il testo in paragrafi puoi inserire un menu interno, delle ancore capaci di portare l’occhio verso determinati punti del contenuto. In questo modo puoi:

  • Dare una prima idea dei temi affrontati.
  • Evitare approfondimenti inutili.

Non sempre la lettura è lineare, e inizia dalla prima parola in alto a sinistra. Spesso si passa da un punto all’altro del testo, in modo disordinato. O meglio, seguendo quella che per l’individuo è la soluzione migliore. Il menu interno, che può essere creato in un attimo con Table of Content Plus, aiuta a prendere queste decisioni. Soprattutto nei pillar article e nei testi più lunghi.

Liste puntate

La lista puntata è un’altra storica possibilità per chi scrive contenuti online. Si tratta di un artificio grafico per dare alla mente ciò che ama: ordine, organizzazione, semplicità. Vai sempre alla ricerca di questi elementi, il mondo è un insieme complesso di dati e il cervello ha bisogno di scorciatoie.

Ecco perché le liste puntate sono così importanti: isolano i passaggi decisivi, quelli che fanno la differenza. Permettono a chi legge l’articolo di non interpretare tutto ma solo ciò che serve. Ecco perché i titoli con i numeri (5 modi per…) sono efficaci: anticipano un contenuto funzionale. Un toccasana per chi vuole informazioni senza fronzoli.

Vanno bene in ogni occasione le liste puntate? No, una soluzione spostata a favore della praticità rischia di svilire un approccio basato sulla narrazione e sullo storytelling. Mentre la divisione in paragrafi è un dovere in ogni caso, la bullet list può essere fuori luogo quando cerchi la continuità del racconto.

Tabella dati

In parte legata alla lista puntata, la tabella è una struttura decisiva quando devi riportare dei dati numerici, o comunque quando devi mettere a confronto determinate realtà. La griglia si basa sull’organizzazione dell’asse orizzontale e su quello verticale: dall’incrocio nascono le caselle che ospitano i dati necessari.

La tabella estremizza il bisogno di chiarezza e praticità di chi legge. Ma non può essere creata con gli strumenti base di WordPress: mentre la lista puntata e gli heading hanno dei campi specifici nel pannello di controllo, per creare una tabella sul blog serve un plugin specifico. Io suggerisco TinyMCE Advanced, perfetto per avere una formattazione avanzata.

Galleria immagini

Il visual vuole la sua parte. Se devi caricare un’immagine non ci sono problemi, basta seguire la procedura di WordPress. Ma se vuoi proporre più foto legate a un unico tema? In qualche caso la sfilza di immagini può appesantire la fruizione. Per questo ti consiglio di prendere in considerazione un plugin per creare una galleria: questa funzione è presente come opzione di default su WordPress, ma è meglio avere qualche funzione in più. Huge Gallery Image è la soluzione che preferisco.

Accordion e schede

Accordion e schede sono due realtà interessanti. Hai scritto un long form content, un articolo approfondito. I lettori apprezzeranno perché hai sfornato qualcosa di unico. Il rischio? Annoiare con passaggi specifici, a tratti superflui.

Ecco perché in qualche caso puoi organizzare il contenuto in modo differente. Soprattutto, puoi togliere il peso di dover toccare tutti i punti. Anche quelli non necessari. Per questo ci sono accordion e schede, due soluzioni pensate per ottimizzare il contenuto. E rendere un articolo più veloce e scorrevole.

L’accordion è una tendina che contiene testo. Durante la lettura appare chiusa, c’è solo un titolo per indicarne la presenza e il tipo di approfondimento. Basta un click per aprire e sbloccare ciò che contiene, in questo modo solo chi è interessato lo legge. Chi preferisce proseguire non viene disturbato.

Le schede, invece, sono dei riquadri organizzati con delle etichette che indicano il contenuto. Di default vedi solo il primo riquadro per intero, se vuoi cambiare clicchi sul testo successivo e arriva in primo piano. Perché sono decisivi questi meccanismi? Eviti sforzi inutili, se all’utente serve solo quell’argomento lo sceglie e lo legge. Ignorando il resto. Puoi aggiungere accordion e schede al blog con WP Canvas.

Paginazione (pagination) dell’articolo

Ultima soluzione: la paginazione, la divisione del contenuto in più sezioni da scorrere con i relativi pulsanti. Forse hai già incrociato questa soluzione su vari portali e ti sei reso conto che non è sempre la strada ideale. Perché la paginazione spesso viene usata per mantenere il lettore sul sito, costringerlo a sfogliare pagine su pagine per leggere pochi passaggi.

Paragrafi che potrebbero essere organizzati in forma verticale, come un qualsiasi articolo. La mia opinione? Non usare questa funzione per rendere impossibile la vita della tua audience, non dividere paragrafi di 300 parole in pagine differenti.

Tu come organizzi i contenuti?

Ci sono altri modi per organizzare quello che hai scritto? Cosa suggerisci? Hai altre esperienze in merito? Io credo che sia necessario prestare attenzione a questo punto, perché solo con un’attenta riflessione puoi dare spessore alla tua attività di web writing. A volte ci concentriamo sulla sostanza e tralasciamo la forma, dimenticando che è l’insieme a formare il contenuto di qualità. Sei d’accordo? Lascio a te la parola: ti aspetto nei commenti.


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