Comprendere il Rapporto Informativo sulle Aste in Google AdWords

Come usare il rapporto informativo sulle aste in Google AdWords

Come avrai già avuto modo di intuire nelle settimane passate, Google AdWords è un ecosistema in cui sono nascosti – talvolta in bella vista – piccoli gioielli: strumenti in grado di darci una migliore percezione delle nostre campagne al costo di qualche clic sull’interfaccia e un po’ di tempo per analizzare i dati.

Oggi ti parlo del “Rapporto informativo sulle aste”.

In AdWords siamo soliti guardare alle Campagne, nell’insieme di Gruppi di Annunci e Parole Chiave, come a una questione di costi. Aumentare il CPC per salire di posizione. Lavorare sul Punteggio di Qualità per ridurre la spesa globale per mostrare un annuncio. Approccio più che corretto.

Tuttavia, non sarebbe utilissimo poter confrontare la resa di una o tutte le nostre parole chiave rispetto alla concorrenza che in quel periodo di tempo si trova con noi a mostrare i propri annunci? A questo serve il Rapporto informativo sulle aste!

Occhio alla concorrenza

Il Rapporto informativo sulle aste è accessibile dalla tab “Parole Chiave” e si trova subito sopra l’intestazione della tabella delle keyword. Un forse troppo anonimo pulsante recita “Dettagli” e nasconde un menù e tendina che racchiude le voci “Informazioni Aste”: “Selezionati” o “Tutti”.

Un click su “Tutti” ci porterà all’interno della sottosezione considerando per l’analisi tutte le keyword presenti in quel momento in quel gruppo di annunci. In alternativa, è possibile selezionare una o più keyword prima di fare click su “Selezionati”.

Quella che sembra una scarna tabella con astruse percentuali in realtà riesce a fornire importanti informazioni sul comportamento dei nostri competitor per le keyword che stiamo acquistando ed è divisa in diverse colonne:

  • Quota impressioni
  • Posizione media
  • Percentuale di sovrapposizione
  • Tasso posizionamento superiore
  • Tasso parte superiore della pagina
  • Quota superamento target

Come usare queste informazioni?

In primo luogo, la Quota impressioni mostra la percentuale di impressioni che l’annuncio ha ricevuto rispetto a quante fosse idoneo a riceverne. Sono dati aggiornati una volta al giorno e rivelano, uno per riga, l’effettiva presenza di annunci verso i domini indicati (i competitor). Diversi competitor potrebbero essere presenti con diversa forza per le nostre stesse keyword.

A fianco si trova la Posizione media, che mostra neanche a dirlo la posizione media ottenuta dagli annunci della concorrenza. A questo valore fa coppia, sulla destra la Percentuale di sovrapposizione che mostra quanto spesso i nostri annunci sono stati mostrati insieme a quelli dello specifico competitor. Potresti così identificare competitor la cui percentuale di sovrapposizione ai nostri annunci è più alta nonostante una minore posizione media.

Segue procedendo sulla destra il Tasso posizionamento superiore, ovvero la percentuale di volte in cui l’annuncio di un competitor ha ottenuto un posizionamento migliore del nostro. Competitor con una quota impressione molto bassa potrebbero comunque (in forma più contenuta) comparire molto più spesso sopra di noi quando entrambi gli annunci siano presentati da Google insieme.

I valori del Tasso parte superiore della pagina sono altrettanto esplicativi e raccontano quando il nostro annuncio o l’annuncio di un altro inserzionista è stato posizionato nella parte alta della pagina, tra le prime quattro posizioni destinate agli annunci. Valore utile per capire quanto considerare agguerrito un concorrente.

Chiude la tabella la Quota superamento target, che mostra la percentuale in cui il nostro annuncio ha ottenuto un ranking migliore rispetto agli altri concorrenti, in aggiunta al numero di volte in cui il nostro annuncio è stato pubblicato al posto di quello di un altro concorrente.

Nota come le informazioni fornite nel Rapporto informativo sulle aste non mostrano naturalmente aspetti legati all’offerta dei concorrenti per le parole chiave o nessun altro valore legato alle loro impostazioni delle campagne. Sono a tutti gli effetti dati a cui potresti attingere – con molta fatica – simulando una serie di ricerche in Google; tuttavia raccolte e organizzate in uno strumento a sé stante permettono di poterne fare un uso davvero razionale (soprattutto quando non è affatto possibile simulare una ricerca in Google perché legata a campagne attive in parti del mondo diverse da quella in cui ti trovi).

Tenere d’occhio la pressione dei competitor per le nostre stesse keyword può aiutarci a comprendere al meglio una crescita o un calo delle conversioni, così come rilevare fluttuazioni stagionali o l’ingresso di un nuovo concorrente tra i risultati di ricerca. Ne hai mai fatto uso?


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