Perchè dopo il restyling del mio e-commerce ho avuto un calo delle visite?

Sono da poco tornato dal Netcomm, un evento dedicato al mondo dell’ e-commerce con i maggiori player europei presenti, tra cui anche noi in partnership con PrestaShop.
Dopo ogni esperienza muovo delle riflessioni, in questo caso, ero senza voce, ho risposto alle domande scrivendo al pc, una sensazione strana, un forte disagio, ora che sto guarendo, mi sento fortunato, per avere la mia voce.restyling ecommerce

Aldilà di questa digressione tutta personale, al nostro stand sono passati in tanti, tantissime realtà, medie e grandi aziende italiane che stanno investendo in questo settore; non mi lascia perplesso che in molti abbiano problemi al loro e-shop, quanto che  tutti  riscontrino un calo enorme, dopo il  restyling fatto.  Tutti molto contenti, perché avevano un sito migliorato sul piano estetico, ma avviliti dal fatto che questo restyling ha portato un “ingiustificato” calo delle vendite e calo delle visite.

“Giustificato” da chi ha realizzato il lavoro, sostenendo che: “sia normale,Google ci mette tempo a digerire le modifiche,  quindi il calo del 70% di traffico organico è obbligatorio…”.

Non amo parlare male di chi fa il mio mestiere e non lo farò nemmeno oggi, riporto vero o falso che sia, quello che mi è stato detto.

Per uscire da ogni forma di dubbio, vi indico la strada da fare per un lavoro corretto, senza brutte sorpresine.

Come procedo quando effettuo una migrazione / restyling / cambio alberatura? 

Sono  operazioni delicatissime, fatte con analisi preventive complesse. Vediamole insieme.

1) Capiamo quali sono le pagine che portano traffico al sito, e come preservarle.

Inseriamo  in Seozoom il nome sito, andiamo nella sezione pagine, che amo tantissimo, perché ci permette di ragionare su macro aree e non sulla singola keywords che è limitante.

Nella sezione pagine abbiamo la possibilità di vedere:

a) pagine principali, quelle che al momento hanno posizionamenti migliori
b) pagine con potenziale, quelle vicine alla desiderata prima pagina di Google
c) pagine peggiori, quelle che nella migrazione ci devono dare meno preoccupazione lato redirect, ma allo stesso tempo, più preoccupazione sul piano del  miglioramento dello stato di salute dello shop.
d) pagine monitorate, qui inseriamo tutte le pagine dello shop che hanno bisogno di un restyling, in questo modo siamo certi di analizzare tutte le URL.

Non possiamo pensare di abbattere delle mura di una casa senza sapere se sono portanti. Le pagine con il posizionamento migliore sono le vostre mura portanti, fate attenzione!           cit. Ivan Cutolo

2) Analizziamo da Search Console nella sezione traffico di ricerca>analisi delle ricerche> pagine, da Analytics le pagine di destinazione, in modo da intrecciare i dati ed essere sicuri che non ci sfugge niente, usate un file excel per confrontare eventuali URL che vi sono sfuggite nel primo STEP.

3) Analisi backlink, si hai letto bene, i backlink sono parte integrante dei posizionamenti attuali del vostro shop, in questo caso utilizzo cognitive SEO sezione explorer, il tools ha ottime funzionalità, individua molti link in entrata, analizzando:

a) follow e no-follow,

b) broken link, ovvero se ci sono link in entrata che vanno su pagine che generano errore, un restyling sarebbe occasione ottima per recuperare quel trust,

c) anchor text e pagine di destinazione, in questo modo conosciamo le pagine che ricevono link, queste sono da tenere in considerazione nella ristrutturazione dello shop,

d) Il tools è utile anche per un’analisi del  rischio di  penalizzazione (che vado comunque ad analizzare prima del restyling) meglio conoscere lo storico dello shop.

4) Analisi di tutte le URL con Screaming Frog per salvare tutte le URL, l’alberatura, la profondità dell’alberatura,  title, h1 e tutto quello che contiene l’ecommerce da rivoluzionare. Consiglio di leggere la profondità dell’alberatura per capire bene come si struttura (puoi vederlo nella schermata principale modificando la view da list a tree). In un altro CSV realizziamo un matching con gli altri scaricati per avere tutte le info per ogni singola pagina in modo chiaro.

5) Ottimizzazione SEO attuale, valutati tutti i punti che influiscono maggiormente sul posizionamento, soffermiamoci, sulla parte che quasi tutti sottovalutano, la linking interna.  Quante volte una pagina viene linkata e da quali pagine interne al vostro shop? Lo sapete?

Dovreste saperlo, è fondamentale questo punto,  dai link dipende il trust delle pagine.  Con la Search Console, abbiamo un’idea nella sezione link interni (anche se ultimamente non è il massimo), io integro il lavoro con un tools della Microsoft IIS Search engine optimization Toolkit, che fa un’analisi abbastanza chiara della situazione link nel vostro shop.

6) Iniziamo a lavorare, su come deve essere il nostro nuovo shop.  Il gioco si fa duro, ci confrontiamo con  la keywords research, si questa sconosciuta, che tutti limitano a 50 key importanti e via…

Non è così,  bisogna mappare tutte le keywords della SERP, usiamo Seozoom con la sezione dedicata alla keyword research, dove ipotizziamo, in base al volume di ricerca quante X key vanno ottimizzate per quella specifica categoria. Quanto più approfondita è la ricerca tanto più facile sarà avere un miglioramento del traffico. La keywords research serve a tutto il percorso SEO,  dalla creazione dell’ alberatura, alla scrittura dei testi, conoscendo quali keywords usare per le categorie, ed infine alla link building conoscendo e bilanciando le key per evitare penalizzazioni, lavorando su long tile che tanto ci piacciono a noi SEO.

7)  Decisa la nuova alberatura, facciamo un  check con il nostro file pronto, per capire in che modo fare i redirect. Qui si apre un nuovo mondo, spesso il redirect avviene con una regola nel htaccess ed il gioco è fatto. Mi dispiace deludervi, ma non è così, per fare un corretto lavoro bisogna capire se ci sono reindirizzamenti precedenti su quella URL evitando  di mandare a passeggio il crawler di Google giocandosi  il suo budget.

esempio: se abbiamo URL seochef.it/corso-seo-napoli che reindirizza a seochef.it/corso-seo, nella nuova alberatura decidiamo di chiamare questa URL seochef.it/formazione, qui bisogna eliminare il doppio passaggio e far si che seochef.it/corso-seo-napoli reindirizzi direttamente a seochef.it/formazione senza passare per seochef.it/corso-seo. Solo in questo modo facciamo un lavoro pulito.

Google ci dedica poco tempo non sprechiamolo indirizzandolo su pagine che non esistono più.

8) Facendo il  restyling, spesso si decide di passare anche ad https. Dal mio punto di vista bisogna fare prima il passaggio del restyling senza https, vedere in che modo Google reagisce e se apprezza il nuovo lavoro, e dopo 15/20 giorni  iniziare il lavoro di redirect in https.  Il lavoro è certosino, bisogna reindirizzate tutte le URL interne, che devono essere in https e non rimanere in http.

 Non funziona il detto : “tanto che fa,  c’è  il redirect, perché perdere tempo a cambiare tutte le URL in https?

Buon lavoro a tutti. 🙂

restyling e-commerce come non perdere il posizionamento

 


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Buongiorno Ivan,

abbiamo fatto il restyling di un sito che non è un e-commerce.

Abbiamo fatto tutte le analisi dovute e impostato tutti i redirect dell pagine che prima erano posizionate nelle SERP di Google.

Nonostante queso abbiamo avuto un calo di del 60% del traffico organico sul sito.

Non riusciamo a capire a cosa possa essere dovuto questo calo drastico.

Potresti aiutarci in qualche modo per favore.

Grazie
Fabjan

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Buongiorno Fabjan, in primis non dovete reindirizzare solo le pagine che erano posizionate, in realtà vanno reindirizzate tutte le URL che erano presenti nel sito precedente.
Dopo fatto questo come indicato i redirect non sono gli unici fattori che incidono in un restyling, un fattore molto sottovalutato è la link interna ad un sito.
Naturalmente senza un’analisi approfondita resta difficile individuare il problema.

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