Facebook at Work: cambierà il mondo del lavoro?

 

Facebook at Work: cambierà il mondo del lavoro

Ci siamo, il 2016 è vicino e l’azienda di Menlo Park sembra voler inaugurare il nuovo anno con il lancio di uno dei suoi progetti più ambiziosi: Facebook at Work. Ti sto parlando della versione business del social network pensata per facilitare il lavoro in azienda.

L’annuncio ufficiale è stato dato dal Wall Street Journal in un’intervista a Julien Codorniou, director of global platform partnerships per Facebook at Work. Sottolinea il WSJ: “L’idea è nata allo scopo di portare Facebook negli ambienti di lavoro. Siamo convinti che un ambiente più collegato sia un ambiente più produttivo”.

In realtà, la compagnia sta testando il nuovo servizio da quasi un anno su un numero ristretto di società, circa 300 realtà. Ecco alcuni nomi illustri: RBS, Club Med e Heineken NV. Grazie al loro contributo Facebook ha potuto capire come adattare la piattaforma alle loro necessità.

Sono circa 60mila le imprese che hanno già richiesto di utilizzare Facebook at Work, segno che l’offerta convince. D’altro canto, l’obiettivo è puntare sulla familiarità che gli utenti hanno con il social network di Zuckerberg rispetto ad altre piattaforme. Ora andiamo al sodo e vediamo se questo tool ha tutte le carte in regola per rivoluzionare il modo di lavorare in ufficio.

Cosa può fare e come funziona Facebook at Work

Se temi di trovarti di fronte a una versione del social completamente stravolta dormi sonni tranquilli. Avrai a tua disposizione il classico Facebook, invece di collegarti con il tuo profilo personale per contattare i colleghi potrai loggarti con il tuo account professionale e usufruire di servizi enterprise.

Nello specifico, ti sarà permesso di creare liste di professionisti che operano nel tuo stesso settore, fare chiamate e video conferenze, avviare chat di gruppo, disabilitare le notifiche mentre sei in riunione.

Ci saranno altri strumenti per migliorare la tua attività lavorativa con un notevole risparmio di tempo. Come saprai, occuparsi di report e bilanci annuali in maniera rapida e sicura è fondamentale in un’azienda. Ecco, con Facebook at Work potrai gestire, modificare e condividere documenti con altre persone, utilizzando codici di accesso individuali.

La versione business rilasciata sul mercato sarà freemium. Si pagheranno servizi aggiuntivi come l’assistenza clienti o l’integrazione con i software aziendali. La decisione di installare Facebook at Work non spetta ai singoli dipendenti ma al datore di lavoro. Solo questa figura potrà aprire l’account aziendale e aggiungere i profili lavorativi dei collaboratori.

Per approfondire: Facebook Instant Articles: opportunità per il giornalismo.

I principali avversari di Facebook at Work

Creare un social network per i professionisti non è semplice, ogni azienda ha determinati bisogni e richiede livelli di personalizzazione molto alti. Anche se il progetto è stato accolto con entusiasmo dal pubblico, per Mark Zuckerberg sarà una sfida avvincente convincere le società a usarlo.

Inoltre, gli avversari in campo sono temibili e ben rodati: il servizio più diffuso è Slack, una specie di chat sempre attiva che si adatta con facilità a diversi sistemi e browser. Uno spazio in cui i dipendenti possono condividere foto, note, documenti e organizzare incontri con il proprio gruppo di lavoro.

Facebook at Work

Poi c’è Yammer che conta un seguito di 500mila aziende ed è integrata con Office. Gli utenti che desiderano provare le potenzialità di questo strumento devono avere l’indirizzo di posta elettronica appartenente allo stesso dominio. Il social consente di condividere progetti con i colleghi e scambiare opinioni in tempo reale senza ricorrere all’email.

Per approfondire: Facebook Slideshow, ecco i video light per le aziende.

 

Facebook at Work: la tua opinione

Facebook at Work trasformerà le società in luoghi sempre più mobili, meno fisici e aperti alla collaborazione. Il modo di intendere l’ufficio si avvicina sempre più al concetto di lavoro smarter working in cui il tempo e lo spazio vengono abbattuti. Resta aperta una domanda: quale sarà il destino delle email aziendali con l’avvento dei social network a circuito chiuso? Ora lascio la parola a te. Aspetto la tua opinione nei commenti.


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