Come migliorare il bounce rate su un ecommerce

Uno dei punti per la tua strategia di vendita online: come ottimizzare la frequenza di rimbalzo per ecommerce. Il motivo di quest’attenzione? Semplice, un click sul sito rappresenta un potenziale acquirente. Ma come avviene in ogni negozio che si rispetti, online e offline, devi massimizzare il risultato.

come ottimizzare la frequenza di rimbalzo per ecommerce

Una visita, un acquisto: è questo il tuo obiettivo? Un traguardo difficile da raggiungere, meglio accettare il fatto che ci saranno diversi utenti senza transazione economica. Magari li puoi riprendere con il retargeting, ma l’idea è quella di convincere il pubblico a effettuare più acquisti.

Non ci inventiamo niente sul web: basta entrare in un qualsiasi outlet o negozio di abbigliamento per avere un’idea. Vuoi comprare una maglia ed esci vestito di tutto punto, merito di chi si occupa delle vendite perché è in grado di proporre il capo giusto nel momento opportuno. Lo sai che puoi fare lo stesso con il tuo shop online? Ecco come ottimizzare la frequenza di rimbalzo per ecommerce.

Da leggere: SEO tool per trovare long tail keyword per ecommerce

Cos’è la frequenza di rimbalzo (bounce rate)

prima di iniziare è giusto dare qualche definizione. Frequenza di rimbalzo o bounce rate: di cosa si tratta? Con questi termini si indica la percentuale di persone che arrivano su una pagina web e la lasciano senza aver fatto alcuna azione per passare a una risorsa successiva. Niente vendita e passaggio al carrello.

Ma neanche visite ad altre schede. Più è alta la percentuale di bounce rate e maggiore è il numero di chi lascia il sito senza aver visto altro. Ed è un problema questo? Dipende. La frequenza di rimbalzo è un elemento relativo, deve essere interpretato in base al progetto web. Per un blog, ad esempio, è normale avere una frequenza di rimbalzo piuttosto alta (anche intorno al 70%).

Perché i lettori già conoscono il tuo progetto

Quindi arrivano sul sito, leggono l’ultimo articolo e vanno via dopo aver appreso il succo del contenuto. Per un ecommerce, invece, la riflessione è diversa: la frequenza di rimbalzo alta può essere sintomo di problema da risolvere perché è sinonimo di inefficienza. Le persone arrivano sul sito, guardano e se ne vanno. Insomma, questo può andar bene per una galleria d’arte ma non per un negozio che vende.

Usabilità, velocità pagina, mobile friendly

I principi base che funzionano sempre e che consentono di lavorare sul come ottimizzare la frequenza di rimbalzo di un ecommerce. Il principio cardine: la pagina deve essere usabile. Ciò significa che deve rispettare una serie di principi base che oggi sono decisivi sia in termini SEO che di user experience:

  • Velocizza il caricamento della pagina.
  • Rendila facile da navigare su mobile.
  • Rendi intuitivi tutti i passaggi.
  • Elimina ostacoli (tipo pop-up invadenti).
  • Dai al pubblico ciò che cerca.

La cura del design e la capacità di intercettare subito l’intento di ricerca devono essere due parametri decisivi nel tentativo di abbassare il bounce rate di un ecommerce. Il modo migliore per consentire di muoversi sul sito è semplificare ogni azione. E questo si fa migliorare l’esperienza.

Articoli correlati: fai navigare l’utente su altre schede

Questo è uno dei passaggi fondamentali per abbassare la frequenza di rimbalzo su un ecommerce: inserire i correlati, oggetti che possono essere interessanti agli occhi di chi ha cercato un determinato prodotto. Guarda l’esempio che ho preso su Amazon, relativo a una pagina dedicata a un microfono.

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Un widget con articoli correlati.

In questo caso lo shop suggerisce all’utente cosa acquistare non al posto di un prodotto già identificato, ma ti dà la possibilità di completare l’esperienza. Ovviamente ci possono essere widget differenti che rispondono alle esigenze del singolo progetto, ma uno dei principi base è quello della pertinenza.

I beni correlati hanno senso solo se sono realmente utili. Quindi evita di inserire elementi a caso, ragiona su ciò che potrebbe ottimizzare il percorso nel momento in cui si muove sulle schede.

Bundle, unione di prodotti utili per uno scopo

Un’idea per risolvere il problema a monte: perché non proporre al potenziale acquirente la combinazione giusta, senza costringerlo a navigare e cercare ciò che serve? Il concetto di bundle è questo: creare delle correlazioni diverse per sorvolare l’impegno di cercare e concludere l’acquisto in un attimo.

Bundle

Un altro widget, in questo caso trovi il Bundle.

L’idea è sempre la stessa: ridurre l’impegno. Proporre già qualcosa di pronto, ragionato e ben strutturato, può essere un risparmio di tempo. A favore del fatturato. Quindi delle vendite online. Quello che è utile in questo caso, come nel precedente, è la capacità di leggere le esigenze del pubblico.

E basare la creazione di un widget per ottimizzare la scheda ecommerce capace di basarsi su dati certi. Vale a dire sulle statistiche di vendita. In questo modo puoi offrire al potenziale acquirente qualcosa di realmente utile. Non il binomio o l’offerta che tu ritieni conveniente. Al centro c’è sempre il destinatario.

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Ottimizzare la frequenza di rimbalzo per ecommerce?

Vuoi lavorare nella direzione giusta? Immagino di sì, e questi sono i consigli che voglio darti per ottenere il miglior risultato possibile. Non dimenticare mai i dati di Google Analytics: sono decisivi. Ma, soprattutto, non limitare mai la riflessione solo ed esclusivamente al numero.

Ogni elemento, compreso il bounce rate, deve essere contestualizzato e letto insieme ad altri parametri. Come il tempo di permanenza sulle pagine. Sei d’accordo? Tu come hai deciso di intervenire?


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