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C’è una costante che ritorna sempre, ogni volta che inizio un nuovo progetto di blogging con un’azienda: l’identità degli autori. Il nome lo mettiamo? E la foto? Il link al profilo Facebook? E se poi diventano più famosi gli autori? Il blog ne risente? Perché devo fare pubblicità ai dipendenti?

Io la vedo in modo diverso.

Il successo degli autori è collegato a quello del blog: è un mutuo supporto perché nel social web vince la coralità, il lavoro comune, la condivisione dei contenuti utili. Ma soprattutto vince la trasparenza: vincono le aziende che riescono a trasmettere la propria essenza attraverso il web.

Le banche sono state costrette a essere trasparenti, e lo fanno attraverso l’aziendalese. Perché non provi una soluzione diversa? Ad esempio, puoi sostituire inutili depliant con immagini prese da stock photo con il blogging. Ovvero uno strumento perfetto per accorciare le distanze tra autore e lettore.

I benefici del blogging aziendale in questo senso sono innegabili. E per umanizzare la tua azienda stai già sfruttando le caratteristiche base del blog: hai già creato la pagina chi siamo, hai inserito un box autore e hai dato un profilo con nome e cognome ai post. Perfetto, ma puoi fare qualcosa di più. Qualche esempio?

Tag social

Per umanizzare la tua azienda attraverso il blogging puoi dare un nome e cognome agli autori, e questo è il punto di partenza. Ma puoi continuare su questa linea anche sui social. Come? Taggando i profili degli autori nella condivisione: in questo modo rendi partecipi chi ha contribuito alla creazione dei contenuti, invogli i dipendenti a diventare i primi promoter del tuo brand e lavori sull’autorevolezza.

Esatto, autorevolezza. Un contenuto autorevole è un contenuto che chiarisce subito l’autore, già nella condivisione social. Io amo lo stile di un blogger, e quando vedo il suo nome mi lancio sul contenuto perché so di trovare qualcosa che leggerò con piacere.

Come creare dei tag sui social? Semplicemente inserendo le @mention nelle varie condivisioni: funziona con Twitter, Facebook e Google Plus (in questo caso però devi usare +). Per Facebook puoi attivare anche l’author tag che ti permette di rendere cliccabile il nome utente che viene creato nell’anteprima di condivisione del link.

Per approfondire: il tuo blog ha bisogno del profilo Facebook?

Crea delle rubriche video

Quando vuoi mostrare il volto umano della tua azienda hai una serie di strumenti a tua disposizione. Ma c’è una soluzione con una marcia in più: il video. Creare una rubrica video è la soluzione ideale per dare dei lineamenti umani al tuo brand, inoltre può essere una soluzione interessante per arricchire i contenuti del blog.

Come ben sai, parlare di content marketing non vuol dire solo scrivere e pubblicare articoli. Ci sono una serie di contenuti più o meno indicati per raggiungere determinati obiettivi (il famoso funnel inbound marketing descrive questo processo) e i video possono essere utili per ottenere determinati risultati. Ma anche per arricchire i tuoi articoli, migliorare l’esperienza dell’utente e aumentare il tempo di permanenza sulle proprie pagine.

C’è solo un problema: creare una rubrica video è dannatamente difficile. Non puoi esordire con il classico video montato male, registrato con strumenti di fortuna. Ma, soprattutto, hai bisogno di un’idea. Hai bisogno di un tema da seguire per comunicare le tue idee e le tue informazioni.

Il settore video è iper-congestionato e ci sono centinaia di professionisti che lavorano sodo per emergere in questo settore: se vuoi ottenere buoni risultati devi proporre un’idea che incornici i contenuti. Questo ragionamento, ovviamente, può essere esteso anche alla creazione di materiali audio come i podcast.

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A proposito, questo è l’ultimo video della rubrica Seochef: è dedicato alla mappatura delle keyword. Seguici sul canale Youtube, pubblicheremo ogni lunedì una nuova ricetta:-)

Hangout

Evoluzione della rubrica video. Oggi, grazie agli Hangout, è facile creare dei webinar in streaming: basta avere un account Google, un profilo Youtube (magari lo stesso della rubrica video) e una buona idea da proporre: come sempre quest’ultimo passaggio è decisivo per la riuscita del progetto.

Lo streaming dell’hangout può essere embeddato in un articolo del blog, quindi ancora una volta puoi creare una buona sinergia tra contenuti differenti, ma devi creare qualcosa di diverso rispetto al classico video che ti vede in primo piano a elencare idee e opinioni. Tanto vale creare un video, giusto?

Perché non sfrutti la forza di hangout per creare una tavola rotonda? Questo sistema ti permette di riunire in un’unica sessione dieci persone: puoi creare un appuntamento nel quale rispondi alle domande del pubblico, magari selezionate in un primo momento tramite questionario. Oppure individui un tema caro ai tuoi lettori e lo commenti insieme ad altri professionisti. Ti lascio un’idea: alla fine puoi anche creare un pillar article con tutti in contributi dei relatori e l’embedded del video registrato (sì, gli hangout si possono registrare).

Ma serve umanizzare l’azienda?

Video, webinar, tag sui social, magari anche attività su Instagram. Tutto questo per umanizzare l’azienda, per dare un volto a un brand, per mostrare chi lavora dietro le quinte: chi crea i contenuti, chi fa SEO, chi si occupa del social media marketing del blog. E più in generale chi lavora in azienda. Ma perché tutto questo? Veramente è utile?

Sì, è utile. La comunicazione sul web – sosteneva Paolo Zanzottera durante un intervento che ho avuto la fortuna di ascoltare – è human to human. Da persona a persona. Continuiamo a chiamarli utenti ma sono persone, continuiamo a definire target ma sono persone. Anche tu lo sei. Anche l’azienda è fatta di persone. E sai qual è il segreto?

Le persone si fidano delle persone, vogliono guardare in faccia chi scrive i contenuti. E vogliono conoscere le tue esperienze, le tue conoscenze, i lavori che hai svolto. Ma vogliono sapere se lo fai con passione. Ecco, riuscire a comunicare tutto questo è un obiettivo importante per le aziende, non credi?