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conoscere le esigenze del pubblico

Questo è il nodo definitivo: cosa vogliono i lettori? In base alle esigenze delle persone che vuoi raggiungere, puoi scrivere contenuti degni di questo nome. Il concetto di qualità ruota intorno a questo perno: devi rispondere a una domanda precisa.

E per fare questo devi conoscere il tuo pubblico. Devi sapere cosa cerca, cosa vuole, come dialoga sul web, quali sono le intenzioni di ricerca e le necessità concrete. Detto in altre parole, devi diventare una sorta di investigatore del web.

Scherzi a parte, conoscere le caratteristiche del pubblico è un buon punto di partenza per creare grandi contenuti. Non solo articoli, non solo post per il tuo blog aziendale o personale. In questo caso mi riferisco a tutto ciò che riguarda il content marketing. Quindi anche video, podcast, case study, newsletter, presentazioni e report.

Ma dove si trovano queste informazioni? Chi può darti i numeri e i dati per scoprire i tratti del pubblico? Io ho qualche strumento custodito nella barra dei preferiti, link utili che ho deciso di condividere con te. Buona lettura e buon blogging!

1. Google Survey

Ci saranno diversi strumenti di Mountain View in questa lista. Motivo? Si tratta del principale archivio del web, un luogo in cui vengono archiviate le query: è normale che sia così. Nel caso dei Google Survey, però, non rovistiamo tra i dati archiviati nei server: puntiamo verso la raccolta.

google survey

Google Survey è uno dei moduli presenti nella suite Drive. Ti permette di pubblicare dei questionari, dei form per inserire delle preferenze e delle risposte. Le soluzioni sono diverse, c’è grande elasticità da parte della piattaforma. Puoi strutturare un sondaggio, puoi embeddare il modulo, lo puoi condividere sui social e nella newsletter.

Vuoi sapere cosa e come scrivere i tuoi articoli? Chiedilo ai tuoi, lancia un sondaggio e raccogli informazioni per orientare la stesura degli articoli. Senza perdere il controllo, senza dimenticare che tu devi avere sempre il timone della situazione. Ci sono altri metodi per creare dei poll online? Sì, ma Google Survey offre il miglior equilibrio qualità/prezzo.

2. Commenti

I commenti del blog sono un punto di riferimento per conoscere la platea. Ma non ti fermare alla tua piattaforma: cerca blog simili e inizia a studiare le discussioni che nascono alla fine dei post. Qui puoi trovare dati che confermano o smentiscono idee. Ascolta la voce di chi scrive, incrocia le informazioni e inizia a lavorare sui contenuti.

Un consiglio: registrati a Disqus e fai ricerche all’interno della piattaforma. Qui si trovano i commenti di chi ha usato questo servizio di social comment, quindi puoi aumentare i contenuti per arricchire le tue conoscenze legate al pubblico.

3. Google Analytics

Terzo strumento per scoprire informazioni utili: Google Analytics. Attraverso i numeri puoi capire tanto, puoi avere una stima degli argomenti preferiti, del comportamento sul sito web e sul blog, della reazione nei confronti di post scritti in un determinato modo. E soprattutto puoi fissare degli obiettivi per comprendere l’efficacia dei contenuti.

Il numero assoluto delle visite è un dato grezzo, un KPI elementare che deve essere raffinato e definito in virtù di un obiettivo superiore: individuare la strada da seguire per ottenere buoni risultati con il blog. Non parlo di un semplice aumento delle visite (sempre ben accolto) ma di un’impennata delle conversioni. Perché questo è l’obiettivo finale, giusto?

Quindi devi ragionare intorno ai numeri di Google Analytics. Un consiglio: fai un buon uso delle annotazioni, lascia delle note per segnare le evoluzioni dei contenuti. E associa le variazioni di traffico a determinate scelte stilistiche/strategiche.

4. Forum e siti Q/A

I forum non cambiano mai. O meglio, mantengono inalterato quel fascino che caratterizza lo spirito collaborativo del web. Questi siti sono dedicati al confronto, all’aiuto reciproco tra appassionati di un determinato argomento.

Qui puoi trovare soluzione ai tuoi dubbi, ma soprattutto puoi scoprire buone domande. Puoi individuare quelle che io considero piccole pepite d’oro: interrogativi che nessuno ha ancora avuto la forza o il coraggio di definire, temi rimasti nell’indifferenza e che hanno un interesse sopito, non soddisfatto, in attesa di una risposta approfondita. Il tuo compito? Indagare e scrivere:

  • Lavora nei forum per scoprire topic interessati.
  • Indaga sullo stesso forum e su altre realtà: c’è interesse?
  • Usa Google Keyword Planner: qual è il volume di ricerca?
  • Sfrutta il tool SuggestMrx: ci sono delle ricerche correlate?
  • Qualcuno ha già dato risposta? Sono sufficienti? Possono essere migliorate?

Questo vale anche per i siti di Q/A, luoghi virtuali che racchiudono domande e risposte che puoi sviluppare sul tuo blog. Il punto importante: capire se hanno già una risposta, e se sono migliorabili. Qui inizia il tuo lavoro di webwriting.

Un consiglio per trovare argomenti interessanti nei forum o nei siti Q/A: usa la ricerca di Google. Attraverso l’operatore site: puoi recuperare le pagine che affrontano i temi che cerchi. Basta lanciare una query site:http://www.nomedominio.it “argomento”.

5. SEO tool per keyword

Qui entriamo in un mondo capace di rapire il blogger dallo spirito investigativo. Nella sezione SEO tool ci sono diversi strumenti legati al mondo delle keyword, applicazioni in grado di estrapolare dagli archivi di Google delle combinazioni per capire cosa hanno cercato le persone. Il punto di partenza? Sempre le risorse di Mountain View:

  • Google Trend, evoluzione di una ricerca nel tempo e nello spazio.
  • Google Keyword Planner, volume di ricerca e concorrenza di una keyword.
  • Google Suggest, funzione che completa la ricerca in base a query comuni.

Attraverso un buon uso di questi nomi puoi ottenere informazioni decisive sul pubblico, e ricorda che non c’è solo Google. Ad esempio puoi sfruttare piattaforme come Ubersuggest e SuggestMrx che estrapolano i dati di Suggest per ottenere indicazioni sui topic collegati all’argomento principale.

Obiettivo? Capire cosa cercano le persone, ma soprattutto quali sono gli interessi che ruotano intorno a un argomento. In questo modo puoi dare man forte al lavoro di scrittura.

Parlare di SEO copywriting, opinione personale, ha senso se puntiamo verso una scrittura capace di rispondere a richieste concrete. Valorizzando quel minimo di ottimizzazione on page che permette a Google di comprendere il tuo lavoro.

Per approfondire: WordPress SEO by Yoast, le osservazioni di un webwriter

6. Customer care

Sai quante informazioni si trovano nella casella email di chi si occupa del customer care? Quesiti, problemi, punti da risolvere: tutto questo può diventare contenuto da dare in pasto a Google e ai social media. Così anticipi le richieste, porti i clienti verso contenuti capaci di rispondere senza scomodare il centralino e sfrutti i commenti per proporre eventuali approfondimenti.

Dove trovi le informazioni?

Ora tocca a te, voglio conoscere la tua opinione. In questo post ho spiegato come scoprire le esigenze dei lettori. Quindi dei tuoi potenziali clienti. Non credo di avere una conoscenza completa di queste soluzioni, quindi chiedo il tuo contributo: dove trovi le risorse per creare contenuti in linea con le domande del pubblico? Aspetto il tuo punto di vista nei commenti.