6 controlli periodici per monitorare un e-commerce

Quali sono i controlli da effettuare su un sito e-commerce? Questa è una bella domanda, soprattutto per chi pensa di dover solo mettere online il portale e aspettare le vendite in automatico, senza far niente. Non funziona così, devi essere sempre pronto a migliorarti.

monitorare un e-commerce

Quando decidi di lavorare su un ecommerce devi prendere coscienza del fatto che ti trovi di fronte a un sito web complesso, ricco di pagine e di percorsi. Questo è vero nella maggior parte dei casi, ci sono ecommerce molto semplici che non hanno bisogno di grande manutenzione.

Però spesso conviene dedicare un po’ di tempo – e qualche risorsa in più – alle verifiche del proprio shop online. Perché si creano degli archivi inutili, alcune pagine non devono essere indicizzate, si ripresentano schede prodotto che non hanno motivo di esistere. Senza dimenticare la quantità di materiale visual inutile. Avere una sensibilità in più su questo passaggio può aiutarti a migliorare lavoro di ottimizzazione SEO e-commerce. Quali sono, quindi, i controlli da effettuare su un ecommerce? Ecco una lista di base.

Per approfondire: come impostare il blog di un ecommerce

Controlla la velocità delle pagine web

Sai bene che la velocità della pagina è un fattore indispensabile per un ecommerce. Le persone che acquistano online non vogliono e non possono aspettare i tuoi tempi di caricamento. Ogni secondo che passa è una vendita in meno che potenzialmente arriva sul tuo shop. Di conseguenza è tuo preciso compito ottimizzare il sito web in modo tale che le pagine – soprattutto quelle che prevedono una vendita – si carichino nel minor tempo possibile. E questo processo deve essere verificato nel tempo.

Pagespeed Insight

Ecco il Pagespeed Insight.

Perché le continue modifiche che fai al sito web possono influenzare l’equilibrio che hai conquistato appena hai pubblicato il portale. Metti una foto, aggiungi un plugin, crea una landing page con un plugin… Come effettuare queste verifiche? Puoi utilizzare i vari Pagespeed Insight di Google e Gtmetrix.

Monitora indicizzazione, crawl budget e sitemap

Nella Search Console di Google hai a disposizione una serie di schermate per osservare alcuni numeri che possono aiutarti a verificare la buona salute del sito web. Parlo del numero di pagine indicizzate.

Ma anche del crawl budget e dell’attività svolta dalla sitemap. In tutti i casi se noti delle depressioni importanti dovresti approfondire e osservare lo status del sito web: forse c’è qualcosa che non va e che porta a diminuire il numero di risorse sotto osservazione da Google. Quindi devi indagare.

Verifica presenza dei tag alt immagini

Una delle modifiche che viene fatta sulle pagine di un ecommerce riguarda l’aggiunta di materiale visual, in particolar modo immagini dei prodotti. Oltre a caricare visual leggeri per preservare la velocità di caricamento, è importante migliorare le foto lato SEO per implementare la pagina web e aumentare la possibilità che lo scatto venga trovato su Google Image. Vale a dire una buona fonte di traffico.

Punto essenziale? La presenza del tag alt, contenuto che Google sfrutta per leggere l’immagine e che viene utilizzato nei browser per ipovedenti. Individuare le immagini senza testo alternativo può sembrare impossibile su un sito di grandi dimensioni, in particolar modo su un ecommerce.

In realtà puoi risolvere il problema con un tool molto utile in questi casi. Vale a dire Screaming Frog. Lanciando il sito web su questo strumento puoi ottenere una serie di informazioni utili, e ci sono quelle relative alle pagine con immagini senza testo alternativo. Quindi manchevoli.

Ovviamente è buona norma prendere come abitudine il controllo dei tag alt altrimenti sarà un’operazione difficile da portare a termine. A proposito, sai qual è la differenza tra tag alt e title.

Presenza di risorse non HTTPS o pagine spam

Il certificato SSL è indispensabile per un sito ecommerce. In qualche caso la convalida HTTPS può essere messa in discussione da problemi inattesi ed è una buona cosa verificare questo passaggio.

Attenzione, puoi usare Screaming Frog per assicurarti che ogni cosa sia in ordine. Oppure puoi mettere in moto gli operatori di ricerca con la formula site:https://www.nomedominio.it/ inurl:http in modo da chiedere a Google di mostrare le pagine che nell’URL hanno il vecchio protocollo. Puoi fare questa verifica con il semplice site: più termini spam per assicurarti che il tuo sito web non sia stato compromesso.

Elimina i link non funzionanti dalle pagine

Questa è una regola di buona usabilità da rispettare in qualsiasi occasione, soprattutto per un ecommerce. Assicurati che i link del tuo progetto siano sempre utili per l’utente e, quindi, che non siano collegati a percorsi interrotti. Questo vale per i collegamenti ipertestuali in uscita e per quelli interni.

Con Xenu’s Link Sleuth puoi verificare la bontà delle connessioni e se lavori con WordPress puoi utilizzare Broken Link Checker. Vale a dire un plugin che verifica il buon funzionamento dei link con costanza. In questo modo sei sicuro che l’utente e il crawler di Google arrivino sempre a destinazione.

Attenzione alla presenza di errori 404

Sai bene che le pagine non trovate possono essere un problema in termini di usabilità. Non sono un dramma, questo è vero. Ma non è un passaggio da ignorare se a venir meno è una risorsa che porta traffico, si posiziona bene e acquisisce link in ingresso. Ciò vale anche se la creazione delle pagine 404 avviene a causa di un problema ridondante di CMS. Questo può essere risolto sul nascere.

O almeno può essere monitorato grazie alla Search Console che offre una piattaforma completa per gestire le pagine che vengono restituite con codice 404. Ti lascio uno screenshot per avere un esempio.

errori 404

Ecco uno screenshot della nuova search console.

Puoi individuare la fonte del 404, le connessioni che la restituiscono al pubblico. La nuova Search Console è molto più completa rispetto alla precedente e ti indica altri tipi di status. Qualche caso:

  • Esclusa in base al tag noindex.
  • Pagina scansionata ma non indicizzata.
  • Indicizzata ma bloccata da robots.txt.
  • Anomalia durante la scansione

Non tutti gli status rappresentano un problema, il compito è quello di capire se queste condizioni sono volute e gestite in prima persona. O rappresentano un’evoluzione non preventivata, quindi da valutare.

Da leggere: come ottimizzare la home page del tuo ecommerce

Ci sono altri controlli da effettuare?

Quelli che ti ho indicato sono i passaggi essenziali per assicurarti che alcuni punti dell’e-commerce siano sempre rispettati. Poi ci sono le verifiche più approfondite lato SEO che sono sempre importanti, come quelle che abbracciano il posizionamento delle keyword commerciali. Avere sotto controllo il ranking del tuo ecommerce su Google è un tema centrale: in questo modo ti fai trovare dalle persone giuste.

E puoi aumentare le vendite. Ma per fare questo hai bisogno di tool più avanzati, come SEOzoom e SEMrush, oltre alle competenze di un esperto SEO. Tu quali controlli vorresti aggiungere a questa lista?


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