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Tempo d’estate, tempo di fare il punto della situazione sul motore di ricerca made in Mountain View, soprattutto a giorni dall’annuncio della creazione della holding Alphabet, sotto la quale agirà Google. A livello operativo non dovrebbe cambiare nulla per chi fa SEO, ma a livello aziendale la Search diventa “solo uno” degli interessi della nuova Alphabet Inc.

Visto che tale interesse per noi è motivo di lavoro e professionalità, ne approfitto per fare una carrellata degli ultimi aggiornamenti del motore di ricerca di Google, prendendo la data odierna come spunto: quattro anni fa, infatti, con il Panda Update, dalle parti di Mountain View è partito il processo che ci ha portato al modo di operare di oggi.

Gli aggiornamenti di Google da Panda a oggi

Segnalo gli aggiornamenti maggiori, fermo restando che ogni mese Google adotta degli update minori anche se riconosciuti con un proprio nome (es. Pay loan, Pirate…). Divido il quadriennio in due, quasi come se fosse una stagione calcistica.

Google 2011-2012: Panda e Penguin

Il biennio terribile dei filtri, che ha stravolto il vecchio modo di fare SEO. In piena estate Google lancia Panda, che fa piazza pulita delle content farm e dei siti con contenuti di scarsa qualità/duplicati che avevano finora prosperato: si tratta di un update molto importante – il primo passo verso la strada che oggi vede il contenuto di valore al centro delle strategie di Inbound Marketing.

L’aprile dell’anno successivo è il turno di Penguin e dopo l’onpage viene interessato l’offpage: i siti con profili di link troppo “in odor di SEO” (es. con anchor text esatte in percentuali forti e/o da siti di bassa qualità) vengono fortemente penalizzati. Agendo sui fattori esterni di ottimizzazione a un sito, Google ha però rischiato di aprire ulteriormente il mercato nero dei link, soprattutto di chi crede/vuole fare SEO negativa verso un concorrente bombardandolo di link di scarsa qualità.

Google 2013-2014: Gli aggiornamenti Local e Hummingbird

Il biennio della “trasformazione” delle SERP, dopo la pars destruens dei filti arriva la pars costruens degli update strutturali. Venice qualche mese prima dell’inizio del biennio ha dato il passo, poi continuato da Pigeon: le pagine dei risultati di ricerca si geolocalizzano, e in base dove viene effettuata la ricerca, le SERP risultano molto diverse (sempre a seconda di query “localizzabili” o meno).

Hummingbird ha migliorato le ricerche conversazionali e complesse (chiamale long tail voice search se vuoi) che rappresentano una grossa fetta delle query ricercate dagli utenti. In ottica di contenuto, viene potenziata la comprensione del contesto.

E il prossimo aggiornamento di Google?

Il 2015 è l’anno del mobile (finalmente!) con le ricerche da dispositivi smartphone e tablet che, in linea generale, hanno superato quelle da desktop e Google ha agito di conseguenza, nell’ottica (stavolta mista) di rendere meno visibili i siti non mobile-friendly e premiare invece chi lo è – ovviamente dalle ricerche mobile stesse.

Cosa ci aspetta dalla grande G. (o piccola, essendo ora sotto un intero Alphabet?) in termini di Search non è ancora dato saperlo: sembrano superati i tempi dei filtri punitivi per un approccio che tende a premiare chi rispetta i nuovi update ma dato il ritorno di alcune vecchie strategie di ottimizzazione (i filtri vengono infatti lanciati, non sono attivi di default) non è da escludere un nuovo repulisti.

Tu cosa ne pensi? Che ci aspetta da Google, sempre rimanendo nel campo delle ipotesi?