Landing page e squeeze page: quali sono le differenze?

Le pagine di un sito non sono tutte uguali. C’è la home page che ha un’importanza fondamentale per il tuo progetto, ci sono le pagine dedicate ai prodotti se gestisci un e-commerce o l’immancabile pagina about me di un blog.

Ma ci sono delle pagine speciali che meritano una particolare attenzione in termini di ottimizzazione (non solo SEO): sto parlando delle landing e delle squeeze page, due risorse che possono cambiare le sorti della tua attività online.

landing page

Ma prima di sfruttarle al massimo dobbiamo conoscerle: ecco una breve guida introduttiva che analizza le differenze, ma anche le somiglianze, tra le squeeze e le landing page.

Landing Page

Ovvero le pagine di atterraggio che hanno un unico obiettivo: convertire. Le landing page convincono il cliente della bontà della risorsa esposta in quella pagina. L’idea è semplice: quella è la soluzione ai suoi problemi e che non troverà di meglio.

Il punto ultimo della landing page non è convincere, ma convertire. Ovvero trasformare il visitatore in un cliente, in un individuo che compra, che scarica, che prova un determinato servizio. E per fare questo le landing page sfruttano diversi elementi.

Tra questi c’è l’headline, la prima parte della pagina che attira subito l’attenzione, il copy, le call to action (da posizionare in modo visibile) che chiedono all’utente di compiere un’azione, la tagline, uno o più bottoni che permettono alla pagina di svolgere il suo compito, form ed eventualmente l’immagine del prodotto.

Ogni elemento della pagina deve essere coerente con il resto della campagna e ottimizzato per svolgere un compito: trasformare il visitatore in utente che compie un’azione specifica. Ecco qualche articolo da leggere per approfondire l’argomento:

Squeeze page

La squeeze page ha molti punti in comune con una landing page, (in realtà la squeeze page è una specie specifica di landing) ma presenta anche notevoli differenze per chi la deve produrre e per l’utente che la userà.

Quella più evidente è lo scopo per cui è stata creata: la squeeze page serve a raccogliere i dati dell’utente. Nome, cognome e email per esempio. Può essere usata per invogliare i lettori di un blog a iscriversi alla newsletter per ricevere offerte e promozioni esclusive, oppure per provare le funzioni di un prodotto.

Nella squeeze page tutto ruota intorno al form per raccogliere i dati, ma non mancano una serie di elementi che aiutano il proprietario della pagina nel difficile lavoro persuasione: c’è una headline che coglie l’attenzione dell’utente, un testo che presenta i vantaggi legati all’iscrizione, una call to action che ti invita a compiere l’azione, un form con i campi necessari per raccogliere i dati e, se previsto, anche l’immagine del prodotto che otterrai.

Quello che conta è lo scopo ultimo: la squeeze page è una landing ottimizzata per raccogliere informazioni (principalmente email) degli utenti. Per questo la squeez page, al pari delle landing, nasce da una lunga serie di test: a volte cambiare un elemento, anche il colore di un bottone, può determinare notevoli miglioramenti. Una serie di articoli per approfondire il tema:

Tu hai già creato la tua squeeze page? E una landing page? Lascia il tuo lavoro nei commenti e analizziamolo insieme.

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