Come condividere (veramente) un link sui social

link sui social

Cosa succede quando pubblichi un articolo? Arriva il momento della distribuzione, devi sfruttare i social e gli altri canali (tipo la newsletter) per diffondere il tuo link. Obiettivo? Mi sembra chiaro: aumentare le visite. Il lavoro di condivisione punta verso la capacità dei link di farsi trovare dalle persone giuste per innescare il processo di inbound marketing.

Non devi solo aumentare le visite, ma devi intercettare il traffico per ottenere risultati degni di questo nome. Ecco perché spesso i blogger sponsorizzano i propri post su Facebook: con la spinta giusta, con un advertising targettizzato, puoi ottenere la visibilità che cerchi.

Il concetto è semplice da assimilare: non devi collezionare visite, devi puntare verso obiettivi precisi. Così come accade per i contenuti speciali, tipo gli e-book, le condivisioni sui social devono seguire delle regole importanti. Ma che spesso vengono dimenticate. Ecco come condividere un link sui social partendo da 4 punti.

1. Come condividere un link?

Risposta semplice: copiando e incollando il link nella finestra di condivisione. Questo è il punto di partenza, l’elemento essenziale che ti permette di ottenere il risultato. Ci sono, però, dei dettagli che non puoi ignorare. Li elenco in questa lista:

  • Visual.
  • Titolo.
  • Descrizione.
  • Elementi legati all’autorevolezza.

Le regole della buona condivisione devono essere definite intorno alla singola piattaforma. Ma i punti che ho elencato sono fondamentali per migliorare ogni lavoro social. Pensa, ad esempio, ai titoli: vengono richiamati in ogni preview, anche nelle Twitter Card. Nei titoli devi sintetizzare le informazioni utili per prendere una decisione, ma devi essere anche persuasivo. Devi convincere le persone a cliccare sul link.

Per ottenere questo risultato puoi puntare sui contenuti visual: una buona immagine attira l’attenzione e può risollevare le sorti di uno share. A dare man forte arrivano i contenuti più lunghi e articolati, come la descrizione (di regola presa dalla meta description del post) e la didascalia. Ma non dimenticare gli elementi che permettono di comunicare autorevolezza.

Come condividere un link?

Sto parlando del brand. Le persone si fidano delle firme che conoscono, non amano cliccare su siti senza identità. Ecco perché consiglio di usare i tag Facebook per mostrare dominio e autore, mentre su Twitter e Google Plus (che ti permette di mostrare solo il dominio) puoi rimediare usando le menzioni all’autore.

Un dettaglio interessante: per aumentare la percezione della tua autorevolezza puoi lavorare sulle grafiche e mostrare nell’immagine il tuo nome. Il visual comunica con una velocità superiore, e puoi aggiungere una verifica per chi incrocia il tuo articolo sulle bacheche social.

Per approfondire: come inserire i numeri nel contatore di Twitter.

2. Quante volte condividere un link?

Domanda classica e difficile da affrontare con superficialità. Quante volte pubblicare un link sulla bacheca di un social? La risposta dipende da una serie di fattori, ma il primo è sicuramente questo: di cosa stiamo parlando? Le piattaforme hanno ritmi differenti e tu devi essere in grado di cogliere le sfumature per ottenere il risultato migliore.

Twitter, ad esempio, è un social veloce e puoi diluire la stessa condivisione. Su Facebook e Google Plus, invece, gli aggiornamenti seguono dei tempi differenti. Quindi la stessa pubblicazione dovrà essere condivisa a distanza di giorni, o settimane. Per descrivere questo processo, Coschedule ha pubblicato una grafica:

social

Pubblicare più volte un contenuto sullo stesso profilo non è sbagliato, devi trovare la combinazione per equilibrare tempi e forme. Twitter è un social veloce quindi puoi permetterti di pubblicare due volte lo stesso tweet a distanza di ore, cosa difficile da fare con Facebook. Ma il risultato migliora se riesci a creare una differenza tra i vari share.

Per i miei post preparo diverse headline e grafiche. In questo modo posso alternare e combinare i lavori per dare una veste differente alle condivisioni. Obiettivo? Aumentare gli share senza apparire ridondante. Alternativa utile per Twitter: usare un plugin per automatizzare le condivisioni dei vecchi articoli.

Il plugin si chiama Revive Old Post e ti permette di organizzare tutti i punti della condivisione, anche di escludere determinate categorie.

3. Come tracciare un link sui social

Facile condividere un link, vero? Ma funziona? Quanto funziona? Qual è il risultato in termini di visite? Google Analytics può dire molto, ma devi usare lo strumento per la creazione dell’URL. Con questo tool puoi dare dei parametri (sorgente, mezzo, nome della campagna)che Google Analytics rintraccia e inserisce nei report. Inoltre, per facilitare il lavoro puoi utilizzare questo plugin Chrome: Google analytics url builder.

Ci sono delle alternative? Bit.ly è un ottimo shortener url, al suo interno trovi le statistiche per valutare l’efficacia di un link. Ma con il tracciamento URL di Google hai i numeri integrati nei report di Analytics, e questo è un bene.

Da leggere: i primi passi per comprendere Analytics

4. Quanti obiettivi ha la condivisione?

Nel primo paragrafo ho già definito qual è l’obiettivo della condivisione: portare le persone giuste verso contenuti utili. Contenuti capaci di rispondere a domande precise. Niente spam, niente link lasciati a caso: devi intercettare lettori, non spingere contenuti.

Ma gli articoli possono essere condivisi in formule differenti per raggiungere obiettivi diversi. L’esempio principale è quello della newsletter: puoi pubblicare degli appuntamenti con delle raccolte di post, magari presi dal tuo blog e da altre fonti.

Questa logica può essere applicata alla classica newsletter e alla sua forma evoluta: Google Plus può trasformare le cerchie in liste di iscritti e inviare contenuti a contatti targettizzati (contenuto SEO da inviare alle cerchie che racchiudono i SEO). Stesso discorso vale per Telegram: puoi creare dei canali tematizzati e diffondere i messaggi.

Altri scopi dei link condivisi? Dipende dalle applicazioni che usi. Io di solito sfrutto Sniply per dare ai link una seconda vita. Mentre condividi il collegamento, Sniply ti permette di creare delle finestre aggiuntive. Finestre che possono veicolare bottoni con call to action o form per fare lead generation. Detto in altre parole, ogni condivisione moltiplica le occasioni dei tuoi link.

Per approfondire: link su Facebook, come migliorare la condivisione

E tu come condividi i link?

Ci sono piccole attenzioni che possono fare la differenza. Condividere un link sembra facile, ma dietro si nascondono delle sfumature che possono decretare il successo o l’insuccesso di una strategia. Io credo che ogni dettaglio debba essere curato quando copi e incolli un link su Facebook o su Twitter: sei d’accordo? Cosa fai prima di cliccare sul tasto “Pubblica”? Lascia la tua esperienza nei commenti.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Penso che il punto fondamentale del discorso sia trovare le persone adatte a cui rendere visibile il contenuto che vogliamo condividere.

Reply

Ciao Vincenzo, grazie per il tuo commento.

Trovare le persone adatte a cui rendere visibile il contenuto che vogliamo condividere: in pratica il Santo Graal del social media marketing 🙂 Tu cosa faresti per lavorare su questo punto?

Reply

Questo è il punto sul quale voglio imparare il più possibile e su cui, non mi vergogno ad ammetterlo, incontro le più grandi difficoltà. Per tentare di regolarmi, almeno per quel che riguarda Facebook, cerco di osservare il grafico degli Insight per quel che riguarda i Post, mentre per Twitter cerco di individuare il momento di maggior flusso di tweet, e per Google+ cerco di condividere la mattina non oltre le 11…
Ma ripeto, ciò su cui voglio migliorare è individuare i momenti e i modi per intercettare il target dell’azienda.

Reply

Prova a pensare come una persona che vuoi raggiungere. pensa alle sue abitudini, al suo modo di fruire le notizie. Le statistiche sono importanti – anche Twitter ha una buona sezione Analytics – però sono i tentativi che fanno la differenza. hai un blog motivazionale e vuoi raggiungere le persone che lavorano in ufficio? Come e quando leggerebbero il post? Fai delle prove e individua l’orario vantaggioso.

Reply